lunedì 16 luglio 2012

IL DIRITTO DI ESSERE UOMINI LIBERI



 L’uomo contemporaneo, spesso, ci appare come un primitivo tecnologizzato. Questo fa paura! L’uomo tecnologizzato che assume comportamenti primitivi, dove vigeva la legge del più forte e del branco, potrebbe condurre a una società senza etica, forse ci siamo già! L’uomo che perde il controllo istintuale rischia di trasformarsi in una bestia! Questa “Terra”, la Sicilia, è nostra, ci appartiene! Ringraziamo tutti coloro che hanno difeso la nostra “Terra”. Grazie a Giovanni e Paolo per aver difeso la nostra libertà! Paolo Borsellino e Giovanni Falcone sono il paradigma concreto di adulti significativi che con la loro vita, il loro sacrificio hanno indicato e continuano ad indicare alle nuove generazioni direzioni di senso e mete significative di libertà e giustizia! (Guarda il video)

mercoledì 11 luglio 2012

In leggero aumento gli studenti promossi


Scuola, i risultati degli scrutini
In leggero aumento gli studenti promossi: +1,2% nelle superiori, +0,4% nelle medie

Aumentano, seppur di poco, gli studenti promossi alle classi successive nelle scuole secondarie di I e II grado. E’ questa la tendenza generale che emerge dai dati pervenuti finora al Ministero. Secondo le cifre che si riferiscono all’85% delle scuole medie e al 91% delle superiori, quest’anno la percentuale degli studenti promossi alle classi successive è del 95,7% nelle medie e del 62% alle superiori. Lo scorso anno era del 95,3% nelle medie e del 60,8% nelle superiori.
L’aumento dunque, se la tendenza emersa finora dovesse essere confermata, risulta più consistente nelle superiori, dove si registra una crescita dei promossi dell’1,2%. Nelle medie invece l’aumento è più contenuto e si attesta finora sullo 0,4%. In particolare, per quanto riguarda le superiori, i promossi aumentano soprattutto al 3° e al 4° anno. Nelle classi terze i promossi sono il 64,2%, rispetto al 62,5% dell’anno scolastico precedente, mentre nelle quarte la percentuale degli ammessi è del 66,1%, contro il precedente 64,9%. Per quanto riguarda i risultati divisi per tipologia di istituto, è negli Istituti Professionali che si registra l’aumento maggiore dei promossi, con un +1,7%.
Allo stesso tempo, diminuiscono le percentuali dei non ammessi e dei sospesi in giudizio: gli studenti che nelle superiori hanno riportato almeno un’insufficienza da recuperare per essere ammessi all’anno successivo sono passati dal 27,5% al 27,1%; mentre la percentuale dei non ammessi passa dall’11,7% al 10,9%. Per quanto riguarda le medie, si passa dal 4,7% di non ammessi dello scorso anno al 4,3%.
In allegato le tabelle con tutti i dati disponibili. Allegato

lunedì 2 luglio 2012

INSEGNAMENTO DELLA RELIGIONE CATTOLICA Firmata la nuova intesa

Giovedì scorso Miur e Cei hanno siglato una duplice intesa che rafforza la collaborazione Chiesa-scuola, ridefinisce il profilo professionale degli insegnanti e aggiorna le indicazioni per l'insegnamento nel secondo ciclo.
Ridefinire il profilo di qualificazione professionale dei futuri insegnanti di religione cattolica, armonizzando il percorso formativo richiesto per l’insegnamento della religione cattolica con quanto previsto, oggi, per l’insegnamento nelle scuole di ogni ordine e grado in Italia. Definire una nuova versione delle indicazioni per l’insegnamento della religione cattolica nel secondo ciclo, sulla base dei rinnovati documenti che il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ha elaborato in un quadro di riforma dell’intero sistema educativo di istruzione e formazione (licei, istituti tecnici, istituti professionali, percorsi di istruzione e formazione professionale).
Sono questi, in sintesi, gli obiettivi della duplice intesa che è stata firmata giovedì 28 giugno a Roma, presso la sede della Conferenza Episcopale Italiana, dal Card. Angelo Bagnasco, per la CEI, e dal Ministro Francesco Profumo, per il MIUR. L’accordo, raggiunto al termine di un percorso all’insegna del dialogo e della collaborazione, consolida ulteriormente l’armonioso inserimento dell’insegnamento della religione cattolica nei percorsi formativi della scuola italiana.
"Nella consapevolezza che, come ha sottolineato Benedetto XVI, «la dimensione religiosa è intrinseca al fatto culturale, concorre alla formazione globale della persona e permette di trasformare la conoscenza in sapienza di vita» (Discorso agli insegnanti di religione cattolica, 25 aprile 2009), auspico - ha affermato il Card. Bagnasco - di vedere quanto prima i frutti di bene che scaturiranno da questo rinnovato accordo, conscio dell’impegno delicato in vista della maturazione integrale delle persone degli alunni e grato per il lavoro costante e professionale di tutta la comunità educante della scuola, ivi compreso l’impegno professionale degli insegnanti di religione cattolica".
L'intesa, che entrerà in vigore l'1 settembre 2017, prevede tra l'altro che i professori di religione siano sempre piu’ qualificati. Nel merito, si prevede che per accedere all’insegnamento della religione in ogni ordine e grado di scuola si
debba essere in possesso dei titoli accademici di baccalaureato, licenza o dottorato in teologia o in altre discipline ecclesiastiche (come era gia’ stabilito in precedenza), oppure che si sia conseguita una laurea magistrale in scienze religiose secondo il nuovo ordinamento. Rimane sempre in vigore la possibilita’ che - principalmente per i sacerdoti - sia titolo valido il percorso di studi svolto nel seminario maggiore. I nuovi titoli saranno richiesti a partire dal 1 settembre 2017 per lasciare a tutti il tempo di completare eventuali percorsi di studio gia’ avviati. Fino a quella data saranno ancora validi i titoli previsti dalla precedente intesa del 1985.
Tra i dati rilevanti emersi nel corso della conferenza stampa di presentazione
dell’intesa, c'è la tendenza da parte delle altre confessioni a scegliere
l’insegnamento della religione cattolica. (la notizia è stata prelevata dal sito:www2.azionecattolica.it

domenica 10 giugno 2012












  
Affinchè il bambino si trasformi in un adulto sano, indipendente e responsabile, è necessario garantirgli un buon inizio, grazie al legame d'amore madre-figlio. Soltanto amando il vostro bambino gli assicurate un esordio felice"  "                                                                                                                     
(Donald W. Winnicot)

venerdì 18 maggio 2012

L’IMPEGNO EDUCATIVO DELA FAMIGLIA



In questa riflessione partiamo da un interrogativo di fondo, la famiglia del XXI secolo come può rispondere alla sfida educativa della società contemporanea? Oggi, come non mai, la famiglia è chiamata a un impegno educativo di elevata qualità, significatività di senso e amorevole dedizione. Ormai è chiaro a tutti che ci troviamo immersi nella complessità di una società che stenta a indicare punti fermi, valori, orizzonti di senso e di speranza. Tutto si consuma nell’attimo effimero di una felicità narcisistica. Ha preso piede un’etica che si ispira ai paradigmi del “relativismo” e della “liquidità” (Benedetto XVI; Bauman). L’azione educativa della famiglia si concretizza nell’ambito delle relazioni fondamentali della quotidianità. È in questa dimensione che emerge con forza l’importanza della testimonianza. Dunque, la sfida riguarda, soprattutto, il come educare in una società in continuo cambiamento dove i paradigmi antropologici sono continuamente cangianti. Ci sembra importante evidenziare che il primo nodo da sciogliere è quello antropologico. L’ambito primo con il quale rapportarci è quello di un’antropologia culturale che ha cambiato i paradigmi di riferimento e, di conseguenza, anche una certa concezione dell’uomo e delle relazioni sociali.  Chi è l’uomo del XXI secolo? Se nel secolo scorso si parlava di “morte di Dio”, in questo inizio secolo si comincia a discutere di “morte dell’uomo”. Le due espressioni sono entrambe infelici e inopportune. In questa prima parte di  secolo si assiste, comunque, a un disorientamento della persona che sembra aver perso la propria identità. L’uomo del Novecento, annientando Dio dalla propria vita, pensava di poter diventare onnipotente grazie al progresso scientifico e tecnologico. L’uomo di oggi non considerandosi più “immagine di Dio” ha perso la sua identità, è frastornato, annichilito, sta rimanendo schiacciato dal suo egocentrismo e dalla sua fame di profitto. Egli non è capace di voltarsi indietro e guardare la scia di aridità che ha lasciato, non è capace di ritrovare quell’immagine di Dio che ha dentro e che lo renderebbe ancora desideroso di essere un seminatore di speranza, un essere capace di guardare il futuro con gli occhi di Dio, una persona con la passione di farsi una famiglia e di fare famiglia, capace di sentirsi parte della grande famiglia dell’umanità.  Il compito che spetta oggi alla famiglia è quello di generare uomini nuovi per un’umanità nuova. La famiglia supererà questa sfida se ritornerà a essere la cellula viva della società civile e la piccola Chiesa domestica, fondata a immagine della famiglia di Nazareth. Ma chi educherà la famiglia a essere piccola comunità civile ed ecclesiale? Chi educherà l’uomo a essere Uomo?  Il rischio è quello di entrare in un circolo vizioso che potrebbe generare lo scoraggiamento e, di conseguenza, l’inerzia dell’azione educativa. Invece, bisogna avere il coraggio di osare e uscire dalla nicchia del proprio perbenismo e della mediocrità generalizzata. Avere il coraggio di amplificare le parole del Beato Giovanni Paolo II: “Non abbiate paura! Aprite  le porte a Cristo!” Per uscire da una prassi pastorale e educativa di conservazione e attivare un’azione di nuova evangelizzazione e educazione centrata sull’amore, l’accoglienza, la solidarietà, la valorizzazione della Persona umana, attivando un processo sinergico che va oltre il proprio ruolo, ministero, condizione professionale e sociale. Tenendo presente  che la “Vigna” non ci appartiene, il nostro compito è solo quello di coltivarla e renderla bella nell’attesa che il Padrone venga a raccogliere i frutti buoni del suo Amore!

giovedì 17 maggio 2012

ABITARE LA SCUOLA

abitare la scuola-convegno provinciale uciim enna16 maggio 2012
Abitare la scuola oggi in un mondo che cambia continuamente si può? L'UCIIM pensa che non solo si può, ma si deve.    ogni educatore,  ogni docente ogni singolo operatore della scuola deve fare in modo che la scuola sia sempre un luogo bello da abitare (clicca per visionare il materiale del convegno prov. UCIIM di Enna)

lunedì 7 maggio 2012

Essere Consiglieri: competenza, religiosità e spirito di servizio



clicca qui per visionare i materiali del seminario
Per delineare bene l’identità del consigliere UCIIM bisogna riferirsi, necessariamente, a quella del semplice socio, la sua è un’identità multiforme:
·         È un cristiano
·         Un educatore
·         Un docente

L’identità del consigliere, così come quella del socio è correlata alla singolarità dell’UCIIM, dunque, anche chi aderisce a quest’associazione per certi aspetti, possiamo dire, acquisisce una singolare identità.


IDENTITÀ SOCIO UCIIM

Senza grandi discorsi, possiamo dire che il socio UCIIM è uno che, vivendo pienamente la sua dimensione spirituale come battezzato, manifesta questa sua identità cristiana nell’opera educativa responsabile nei confronti degli alunni, contemporaneamente concorre, con i sui talenti, all’elevazione morale, spirituale, etica e professionale degli altri amici uciimini e colleghi di lavoro.
Tutto questo vale, anche, per i soci che ricoprono il ruolo di consiglieri ai vari livelli della vita associativa (sezionale, provinciale, regionale e centrale, ovviamente, man mano che si sale nei vari livelli l’impegno si fa più gravoso perché quell’essere corpo organico richiede ai soci, maggiore impegno, dedizione e corresponsabilità).

ESSERE CONSIGLIERE UCIIM
In base a ciò che abbiamo detto, possiamo tentare di tracciare un profilo del consigliere UCIIM.
Tenterò di tracciare questo profilo utilizzando tre immagini che in maniera crescente manifestano l’identità, la missione e la responsabilità dei soci consiglieri a livello associativo, ecclesiale e civile. In ognuna di queste immagini troviamo presenti i tre aspetti di cui stiamo trattando: competenza, religiosità e spirito di servizio.

 IL PONTE
Con questa immagine mi piace pensare il consigliere, come colui che costruisce ponti per attivare collegamenti significativi tra l’associazione, la Chiesa, la scuola, la società; costruttore di ponti tra i diversi livelli e realtà della vita associativa, ma, soprattutto, il consigliere è colui che sa farsi ponte. Il ponte ha la funzione di mettere in collegamento due estremità per fare attraversare le persone da un lato all’altro. In altri termini, il consigliere è una persona che si fa attraversare, si fa calcare per fare circolare il Bene Comune.

LA BROCCA
La sua funzione è di trasportare acqua fresca e pura per i commensali. La brocca serve ad attingere acqua da offrire a chiunque ne ha bisogno. Per un consigliere UCIIM farsi brocca significa attingere acqua nuova dalla base, per portare idee progettuali fresche ai livelli associativi più alti; allo stesso modo, serve ad attingere acqua fresca dalle fonti intermedie per rigenerare le dimensioni sezionali, provinciali, ecc.


IL PIANTATORE
 “Un testo anonimo della Tradizione afferma che, nel corso della propria esistenza, ogni essere umano può adottare due atteggiamenti: Costruire o Piantare. I costruttori possono dilungarsi per anni nei loro compiti, ma arriva un giorno in cui terminano la propria opera. A quel punto si fermano, e il loro spazio risulta limitato dalle pareti che hanno eretto. Quando la costruzione è finita, la vita perde di significato. Poi ci sono quelli che piantano: talvolta soffrono per le tempeste e le stagioni, e raramente riposano. Ma al contrario di un edificio, il giardino non smette mai di svilupparsi. Esso richiede l’attenzione continua del giardiniere ma, nello stesso tempo, gli permette di vivere una grande avventura. I giardinieri sapranno sempre riconoscersi l’un l’altro, perché nella storia di ogni pianta c’è la crescita della Terra intera.  (tratto dal romanzo Brida)


 



Conclusione
 In questo brano mi pare di cogliere la presenza densa del fine esistenziale della persona umana, il suo compito educativo, ma anche la competenza, la missione esistenziale e religiosa, lo spirito di servizio e di amore per il bene comune che caratterizzano il socio UCIIM e tutti i responsabili della nostra bella associazione. Sarebbe bello, se alla fine del mandato associativo, ogni responsabile, ogni singolo socio potesse dire, con le stesse parole del nostro, “maestro-professore-presidente”, G. Nosengo: “il seme è gettato. Forse il mio compito era solo quello. Io me ne vado,…I germi, se sono vivi, produrranno piantine”. E, mi permetto di aggiungere, le piantine essendo realtà vive, venute fuori da un seme buono, il seme dell’amore per la persona, nel tempo cresceranno e produrranno i frutti buoni dell’educazione, dell’impegno per il bene comune e del servizio amorevole per la persona umana, nella fattispecie, verso coloro per i quali vale ancora sperare e credere, i nostri alunni! Loro forse non se ne rendono conto, ma noi li amiamo, anche perché solo “Chi ama educa” (F. Miano), è questo tipo di amore che fa del socio uciim, quindi, del consigliere, una persona singolare, competente, religiosa e sempre al servizio delle persone che incontra quotidianamente. L’auspicio è che ogni socio e ogni responsabile, a qualsiasi livello, possa mettere in pratica e fare fruttare l’eredità che ci ha lasciato il nostro Gesualdo nel suo testamento spirituale: “….a tutti, dirigenti, consulenti e soci, chiedo, in forza dell’amicizia, che siano generosi nel fare dono di sé all’UNIONE, che seguano ed approfondiscano i principi di spiritualità e di moralità, di apostolato e di presenza che hanno informato la sua vita fino ad oggi, che si vogliano bene fra loro, che assumano e assolvano le responsabilità necessarie cui li chiama Dio, attraverso le circostanze, che continuino nello sforzo di animare cristianamente e razionalmente la scuola italiana”. Di conseguenza, animando la scuola animeremo cristianamente e razionalmente la società tutta!