mercoledì 22 aprile 2026

LA SCUOLA FUCINA DELLA FORMAZIONE E DELL'EDUCAZIONE

L’attivismo pedagogico ha prospettato una scuola laboratorio capace di formare cittadini democratici in grado di poter gestire la società, che è in continuo cambiamento. Dewej concepiva la scuola come “volano della società” e luogo dove si impara a esercitare la democrazia. Quindi, potremmo dire, una scuola concepita come laboratorio per l’esercizio della democrazia e della convivenza civile dove si impara a essere cittadini attivi per una cittadinanza planetaria. Essere cittadini attivi vuol dire essere persone competenti, capaci di saper gestire i vari ambiti della società moderna, democratica e liberale. Gli stati moderni hanno affidato alla scuola questo compito. Dunque, la presenza attiva degli studenti a scuola dovrebbe permettere loro di fare un’esperienza formativa significativa, al fine di fare sviluppare le necessarie competenze di “cittadinanza”. Posiamo dire che non solo la presenza a scuola ma anche tutto ciò che è collaterale all’esperienza formativa nelle aule, ad esempio: progetti vari, stage, visite guidate, ecc. Queste esperienze sono state viste sempre come opportunità di crescita e potenziamento delle ordinarie attività didattiche, che, se opportunamente progettate e ben organizzate, porterebbero, realmente, a un potenziamento dell’azione formativa ordinaria. Tutto serve e tutto è buono, purché funzionale all’azione formativa d’aula. L’azione didattica è significativamente formativa se è posta nella giusta tensione tra l’aula e l’extra-aula, diversamente si perde la significatività dell’azione didattica messa in essere. In altri termini, stare troppo in aula genera nella scuola un intenso odore di “muffa”, al contrario lo stare troppo fuori dall’aula fa inaridire la mente dei giovani studenti. Don Milani diceva che “la scuola è l’unica differenza tra l’uomo e gli animali”. Quindi, è a scuola che si forgiano le menti per poi lanciarli nel mondo temprati e pronti per saper guidare la società. Sono dunque le aule le fucine della formazione e dell’educazione, ma se le aule cominciano a odorare di “muffa” vuol dire che in esse non arde più la brace della formazione per forgiare le giovani menti, di conseguenza, assistiamo impotenti a un progressivo inaridimento delle menti degli studenti, sempre più spesso fagocitati da una società che li vuole consumatori e fruitori di “prodotti-servizi”, piuttosto che attori-protagonisti e volano della società contemporanea. 


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